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La luce in campo fotografico, le basi

Aggiornato il: 6 giorni fa


La luce nel campo della fotografia è uno di quei fattori che può condizionare il risultato finale dello scatto, rendendolo da eccezionale a mediocre e viceversa.

I fattori principali da considerare sono tre, l’intensità la qualità e la direzione. Questi definiscono le cosiddette zone di ombra e di luce sul soggetto. E’ importante tener conto di questi fattori per far si che le fotografie ci restituiscano l’atmosfera che ci ha spinti a scattare.

Per padroneggiare bene le luci bisogna imparare ad osservarne e studiarne gli effetti, capire dov’è la sorgente di luce? Quanto è forte? E’ dura e direzionale o morbida e diffusa? Di che colore è? Bisogna cercare di studiare il modo in cui la luce colpisce il volto del soggetto, qual è l’angolo più favorevole in cui scattare? Quali sorgenti di luce creano effetti più interessanti?

Analizziamo insieme questi tre fattori, l’intensità è influenzata dalla distanza tra sorgente luminosa e il soggetto, la luce perde rapidamente intensità quanto più sarà lontano il soggetto, nel caso di grandi finestre o porte raddoppiando la distanza tra la sorgente ed il soggetto, si dimezzerà la forza della luce.

La direzione è l’angolazione con cui la luce colpirà il nostro soggetto influenzerà la quantità e la distribuzione delle ombre su quest’ultimo. Anche in questo caso dobbiamo sapere che ci sono ombre che abbelliscono e snelliscono il nostro soggetto dando un senso di profondità allo scatto e invece altre ombre che possono risaltarne le imperfezioni.

Ultimo ma non meno importante fattore che influenza la luce è la qualità che può essere dura o morbida. La luce dura è direzionale creando forti contrasti tra ombre e luci, un esempio potrebbe essere la forte luce di mezzogiorno, ideale per ritratti e scatti molto contrastati; la luce morbida invece è come possiamo intuire meno direzionale ( quella della golden hour ), infatti colpisce il nostro soggetto da più lati, in quanto arriva di rimbalzo o perché viene diffusa ( da diffusori o riflettori che si pongono tra la sorgente luminosa ed il soggetto). E’ più uniforme e meno contrastata e la possiamo avere dalla luce di una giornata nuvolosa o da un flash o da un softbox ( per chi non sapesse cos’è lo spiegheremo nei prossimi articoli quando vi parleremo dei flash e delle luci artificiali ).

Possiamo riassumere dicendo che più piccola e direzionale è la sorgente luminosa più dura e meno favorevole è la luce.

Prima di scattare dobbiamo accertarci che sulla nostra macchina sia impostato il giusto bilanciamento del bianco, che troveremo sotto l’icona WB, potremo scegliere tra solare, nuvoloso, ombra, flash etc naturalmente in base alla situazione in cui ci troviamo ( noi l’abbiamo impostato su automatico ). Il bilanciamento del bianco potrà essere ” aggiustato ” anche in seguito in post produzione, modificando semplicemente la temperatura della foto ( es 5200 circa se abbiamo scattato a mezzogiorno, o rilevando una zona ” grigia o neutra ” con il contagocce - ma anche di questo ne parleremo in maniera più approfondita nei prossimi articoli ).


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Sarah e Davide

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